Google+ Followers

domenica 29 maggio 2016

Io e Snapchat :)






Come funziona Snapchat

Snapchat è un’applicazione molto popolare per Android e iPhone che permette agli utenti di scambiarsi foto o brevi video (della durata di massimo 10 secondi) che dopo la visualizzazione si cancellano automaticamente.
Offre inoltre una funzione per realizzare degli album condivisi in cui caricare foto e video con i propri amici (si chiamano “storie”) e consente di chattare in tempo reale sia testualmente che in video.
In alcuni mercati ha introdotto perfino la possibilità di associare una carta di credito al proprio account e inviare piccole somme di denaro a mezzo chat, ma di questo ci occuperemo in altre occasioni. Per ora concentriamoci su come funziona Snapchat analizzando le caratteristiche principali della app.
Dopo aver scaricato Snapchat da Google Play o App Store devi avviare l’applicazione e creare il tuo account personale pigiando sul pulsante Registrati che si trova in fondo allo schermo.
Compila quindi il modulo che ti viene proposto digitando il tuo indirizzo email, la password che vuoi usare per accedere al servizio e la tua data di nascita e premi su Registrati per passare allo step successivo.
I passaggi seguenti consistono nella scelta del nome utente che vuoi usare su Snapchat e nell’inserimento del tuo numero di cellulare per verificare la tua identità. Dopo aver digitato il tuo recapito telefonico pigia dunque sul bottone Verifica, scegli se ricevere il codice di conferma per l’attivazione dell’account via SMS o chiamata e digitalo nella schermata che si apre.
Infine, scegli se consentire a Snapchat l’accesso alla rubrica per trovare i tuoi amici iscritti al servizio e preparati a spedire il tuo primo snap, ossia la tua prima foto o il tuo primo video che si “auto-distrugge”: sei ufficialmente entrato in Snapchat!


 

 Spiegare come funziona Snapchat per condividere foto o video con i propri amici è quasi superfluo vista la semplicità d’uso della app. Tutto quello che devi fare è scegliere se usare la fotocamera frontale o posteriore del tuo smartphone pigiando sull’icona che si trova in alto a destra e scattare una foto pigiando sul pulsante rotondo collocato in basso al centro oppure realizzare un video di massimo 10 secondi tenendo premuto il medesimo pulsante per la durata desiderata.
Ad operazione completata puoi arricchire foto e video con effetti simili a quelli di Instagram, didascalie o scritte relative alla tua posizione geografica, l’orario e la temperatura locale. Per applicare i filtri e le scritte automatiche basta fare uno swipe da destra a sinistra fino a trovare l’effetto desiderato, mentre per digitare le didascalie bisogna pigiare in un punto qualsiasi dello schermo e trascinare la scritta dove più si desidera.
Inoltre, pigiando sull’icona della matita che si trova in alto a destra e scegliendo un colore dalla tavolozza che compare è possibile disegnare a mano sulla propria foto o il proprio video in modo da evidenziarne delle parti o aggiungere dei particolari buffi.
Altre personalizzazioni che si possono applicare riguardano la durata massima di visualizzazione delle foto, che puoi regolare usando il timer collocato in basso a sinistra (per un massimo di 10 secondi), e la presenza o meno dell’audio nei video che puoi invece impostare usando l’icona dell’altoparlante (sempre in basso a sinistra).
Dopo aver applicato tutte le personalizzazioni desiderate, puoi spedire la tua foto o il tuo video a un amico su Snapchat oppure a una storia. Pigia dunque sulla freccia collocata in basso a destra e seleziona il nome dell’utente a cui intendi inviare il contenuto oppure pigia sull’icona del quadrato con il simbolo “+” per aggiungerlo automaticamente alla tua storia (in questo caso resterà visibile per tutti gli amici per 24 ore). In alternativa, puoi salvare foto e video in locale (nella Galleria di Android o nel Rullino di iPhone) pigiando sull’icona della freccia collocata in basso a sinistra.

Ecco come lo uso io :)







 SE VOLETE SEGUIRMI LIVE SU SNAPCHAT
CERCATEMI COME SARA31_91
VI ASPETTO!!!


martedì 17 maggio 2016

16-05-2016 un pomeriggio al Parco Giardino Sigurtà!




Buonasera e bentornati!
Oggi sono qua per parlarvi della giornata di ieri...sono stata al Parco Giardino Sigurtà con il mio ragazzo *__*

LA STORIA DEL PARCO -> 

IL BROLO CINTO DE MURA
L'antica storia del Parco Giardino Sigurtà risale al 14 maggio del 1407, quando, durante la dominazione veneziana di Valeggio sul Mincio, il patrizio Gerolamo Nicolò Contarini acquistò l'intera proprietà che al tempo aveva una funzione puramente agricola. Si trattava infatti di una fattoria o meglio, come ci raccontano antichi documenti, di un "brolo cinto de mura": terre coltivate con foraggi racchiuse all'interno di un'alta e sicura muraglia. Nell'ambito del brolo esisteva però anche un altro spazio: un piccolo e geometrico giardino, adiacente alla casa principale, dedicato all'ozio dei nobili. È da qui che risalgono le antiche origini del Parco Giardino Sigurtà. La storia del brolo continua e nel 1417, per dare lustro alla sua proprietà, il nobile Contarini fece costruire, su un edificio già esistente, una "Domus Magna". La struttura era caratterizzata da uno stabile principale, dove viveva la famiglia Contarini, e da abitazioni minori destinate ai dipendenti che lavoravano le terre.

DA PROPRIETÀ AGRICOLA A
Dopo 29 anni di possesso, i figli del nobile Gerolamo Nicolò Contarini nel 1436 vendettero la tenuta alla famiglia Guarienti che ne rimase proprietaria per ben 190 anni, fino al 1626. Durante questo periodo si mantenne la struttura agricola della proprietà: l'area restò così suddivisa in appezzamenti destinati alla coltivazione di foraggi, al frutteto, all'orto e al bosco, dove veniva reperita non solo la legna destinata alla cucina e al riscaldamento, ma era anche zona di caccia per i Guarienti. Nel brolo c'era sempre lo spazio dedicato al giardino che, lentamente, iniziò ad ingrandirsi: così infatti ci testimonia un antico documento dell'epoca dove si legge che il brolo era attraversato da numerose strade panoramiche "per bellezza". Questo fa dunque intuire quanto l'amenità del luogo fosse apprezzata dai Guarienti che decisero quindi di rinunciare ad un potenziamento della produzione agraria per ampliare la superficie del giardino.

 IL DIRITTO D'IRRIGAZIONE DAL FIUME MINCIO
Nel 1626 l'intera proprietà di Valeggio sul Mincio passò alla stirps Maffea che ne restò in possesso per ben 210 anni (dal 1626 al 1836). Questo accadde perchè le due figlie di Federico Guarienti, Isabella e Claudia, nel 1626 sposarono rispettivamente i due fratelli Maffei, Giovan Battista e Tullio, portando in dote tutti i beni mobili ed immobili di Valeggio sul Mincio. I Maffei apportarono grandi e significativi cambiamenti alla proprietà: il primo fu grazie al Conte Canonico Antonio che nel 1693 fece costruire al posto dell'antica "Domus Magna" una nobile e maestosa dimora, affidando il progetto ad uno dei più famosi e prestigiosi architetti del tempo Vincenzo Pellesina (1637-1700). Alla volontà del Conte Canonico si deve anche la preziosa richiesta, risalente al 1699, di attingere acqua dal vicino fiume Mincio: questo diritto di irrigazione permise, verso gli esordi dell'Ottocento, l'ampliamento del piccolo giardino preesistente.

 IL GIARDINO ALL'INGLESE DI IPPOLITO PINDEMONTE
L'opera fu realizzata grazie al Marchese Antonio Maffei (1759-1836), un uomo che le cronache del tempo descrivevano come un illuminato amante dell'arte, del bello e dei giardini, che decise di trasformare i 22 ettari della proprietà in un giardino romantico all'inglese: genere caratterizzato dall'accostamento di elementi naturali e artificiali, dove la natura non è mai incolta, anche se a volte, apparentemente, assume un carattere selvaggio. La scelta dello stile fu influenzata dal poeta Ippolito Pindemonte che nel 1792, ospite dello zio il Marchese Antonio Maffei, vide nella proprietà la presenza di una tipica atmosfera romantica all'inglese. Da questo incontro nacque così il germe dell'impronta romantica del futuro giardino di Valeggio sul Mincio, caratterizzato dal bosco in cui venne inserito un tempietto neo-gotico (oggi chiamato Eremo), un Castelletto del medesimo stile e la Grotta, un luogo "semplice, negletto e rustico" perfetto per la conversazione, la lettura e la musica. Tuttavia, nonostante il poeta veronese considerasse il giardino di concezione "romantica all'inglese", il Marchese Antonio Maffei nel suo testamento del 1836 lo descrisse ancora come un semplice "brolo cinto de mura". Nel tanto amato giardino di Valeggio sul Mincio, Ippolito compose anche un epigramma che recita così: "Sì Dilettosa Qui Scorre La Vita / Ch'io Qui Scrupolo Avrei Farmi Eremita", componimento che è stato inserito nella sua raccolta "Poesie Originali" e che oggi, per ricordare la sua illustre presenza, si può leggere su di una pietra collocata nel bosco a lui dedicato, all'interno del Parco Giardino Sigurtà.
 IL PASSAGGIO DEI DUE IMPERATORI
Nel 1836, alla morte del Marchese Antonio Maffei, l'intera proprietà passò alla figlia Anna, moglie del Conte Filippo Nuvoloni: dopo 210 anni si interruppe così la stirps Maffea ed ebbe inizio quella dei Nuvoloni che durerà per 93 anni (dal 1836 al 1929). Nel 1859, durante le battaglie di Solferino e San Martino, giunsero al Parco gli imperatori Francesco Giuseppe I d'Austria e, successivamente, Napoleone III di Francia. Napoleone III occupò la Villa il 25 giugno e vi rimase fino al 7 luglio, pagando 45 franchi per ogni giornata di residenza, tanto quanto aveva pagato Francesco Giuseppe, 20 fiorini per la notte dal 23 al 24 giugno. La famiglia Nuvoloni segnò l'inizio del lento e fatale declino del giardino, che divenne visivamente evidente quando nel 1902 Laura e Francesca, figlie di Giuseppe Nuvoloni primogenito di Anna Maffei, divisero in due parti la superficie: ciò determinò la rovina di tutto il complesso che nel 1929 venne venduto a Maria Paulon, moglie di Cesare Sangiovanni (medico del luogo), che ne sarà proprietaria per dodici anni.

 LA NASCITA DEL PARCO-GIARDINO
La primavera del 1941 segnò l'inizio della proprietà da parte della famiglia Sigurtà: l'industriale farmaceutico, il Dottor Giuseppe Carlo Sigurtà, acquistò infatti da Maria Paulon il terreno, che era divenuto una sorta di ingombrante monumento in vendita ormai da diversi anni e fatalmente sradicato dalla storia e deprivato delle sue memorie. Il Dottor Sigurtà iniziò la grandiosa opera di riqualificazione del parco e, grazie ad una multa di 15 lire, scoprì di avere un antico diritto di prelevare acqua dal fiume Mincio, possibilità dimenticata dai predecessori. Con l'irrigazione iniziò così la trasformazione delle ormai aride colline moreniche della valle del Mincio, che tornarono ad accogliere la lussureggiante vegetazione ed assunsero aspetti d'impareggiabile bellezza. Lentamente emersero anche la maestosità di alcune piante secolari e migliaia di preziosi bossi cresciuti nel sottobosco. Vennero ristrutturati anche l'Eremo, il Castelletto e la Grotta Votiva, con lo scopo di mantenere quella traccia di giardino storico ottocentesco tanto amato dal Marchese Maffei. Grazie alla passione e devozione di Giuseppe Carlo Sigurtà, il giardino non solo fu abbellito, ma crebbe anche nelle dimensioni: da 22 ettari originari assunse nel tempo le dimensioni attuali di 60 ettari.

 I TEMPI MODERNI CON LA FAMIGLIA SIGURTÀ
Compagno inseparabile del Dottor Sigurtà in questa magnifica opera era il nipote Enzo, professore universitario e psichiatra: entrambi hanno dedicato energie e cure, agendo sempre con passione e pensando al bene di questo incantevole complesso ecologico. Oggi i figli di Enzo, Magda e Giuseppe, continuano con dedizione a preservare e a far conoscere questo tesoro verde, proseguendo il lavoro svolto dagli antenati. Nel 1990 viene realizzata la Meridiana Orizzontale, progettata per avere una validità di 26.000 anni e nel 2011, dopo sei anni di costruzioni, è stato inaugurato il Labirinto, un percorso che si snoda su una superficie di 1500 metri quadrati e che accoglie 2500 esemplari di piante di Tasso. In questi anni inoltre è stata fatta una approfondita ricerca sulla fioritura dei tulipani che colora il parco nel mese di aprile, ad oggi, con il suo milione di bulbi, è considerata la più importante del Sud Europa. L'amore della famiglia Sigurtà nei confronti del Parco ha permesso di raggiungere risultati importanti, come i recenti riconoscimenti di "Parco Più Bello d'Italia 2013" e di "Secondo Parco Più Bello d'Europa 2015". Ogni anno, da marzo a novembre, centinaia di migliaia di visitatori di diverse nazionalità visitano il Parco per godere dell'incantevole paradiso terreste che si è preservato nella storia e che viene mantenuto e valorizzato giorno dopo giorno.

LA MIA ESPERIENZA ->  

E' stato un pomeriggio bellissimo...la temperatura gradevole...girare a piedi nudi sull'erba...il profumo dei fiori....coccolare gli animali...e l'ingresso costa anche il giusto (12 euro!)
Vi lascio a qualche foto che ho scattato ieri....









I SOCIAL DOVE SEGUIRMI!!!
FACEBOOK -> Sara Grillenzoni
INSTAGRAM -> Sara_3191
SNAPCHAT (LIVE) -> Sara31_91

domenica 1 maggio 2016

Crostata di frutta estiva

Avete un compleanno in vista o semplicemente volete preparare un dolce per i vostri ospiti, per concludere in bellezza un pranzo o una cena? Le crostate sono dolci semplici ma di sicuro effetto, e quando sono arricchite da frutta fresca sono particolarmente deliziose e portano in tavola un po' di colore e sapore d'estate! Quindi perché non provare un’ottima crostata di frutta estiva? Un guscio fragrante di pasta frolla racchiude un tripudio di frutta profumata e succulenta, fatta ammorbidire in padella insieme allo zucchero e accompagnata da una nota di croccantezza data dai savoiardi. Regalatevi quindi una piccola parentesi all’insegna della dolcezza con la crostata di frutta estiva: ne rimarrete conquistati fin dal primo assaggio!


 INGREDIENTI ->

Per la frolla....
Farina tipo 00 300 g
Burro 150 g
Zucchero a velo 130 g
Uova tuorli 3
Sale 1 pizzico
Per il ripieno... potete scegliere anche altra frutta e lasciarla a pezzetti :)
Pesche 500 g
Fragole 250 g
Lamponi 200 g
Zucchero 120 g
Savoiardi 30 g
Per spennellare...
Uova 1
PROCEDIMENTO ->
  •  Per preparare la crostata di frutta estiva, inziate dalla pasta frolla: in un mixer mettete farina, zucchero a velo e burro tagliato a pezzetti freddo di frigorifero e frullate; quando otterrete delle briciole fini come sabbia, unite anche i tuorli. Frullando ancora si formeranno delle briciole molto più grosse: a questo punto trasferite il composto su di un piano di lavoro e impastate fino ad ottenere un composto omogeneo e compatto. 
  •  Formate un panetto, avvolgetelo nella pellicola e riponetelo in frigorifero per almeno mezz'ora. Nel frattempo lavate e sbucciate le pesche, tagliatele a fettine e poi a pezzetti,
  •  poi versatele in una padella insieme assieme alle fragole mondate. Aggiungete lo zucchero e infine unite i lamponi.
  •  Fate cuocere a fuoco dolce fino a che la frutta non si sarà ammorbidita e asciugata (circa 20 minuti), quindi trasferitela in una pirofila e fate raffreddare. Nel frattempo stendete la frolla aiutandovi con un mattarello,
  •  fino ad ottenere uno spessore di circa mezzo centimetro, foderateci una tortiera del diametro di 24 cm, poi eliminate la pasta in eccesso con un coltellino e tenetela da parte perchè servirà per formare le losanghe.
  •  Bucherellate la superficie della sfoglia con i rebbi di una forchetta, sbriciolateci sopra i savoiardi, che aiuteranno ad assorbire i liquidi rilasciati dalla frutta durante la cottura, e coprite con il composto di frutta, spalmandolo uniformemente,
  •  fino a ricoprire tutta la superficie. Formate delle striscioline con la pasta frolla avanzata e disponetele incrociate sulla crostata, formando delle losanghe.
  •  Sbattete un uovo e spennellate le striscioline di pasta, quindi infornate in forno statico preriscaldato a 180° per circa 40 minuti (oppure in forno ventilato a 160° per circa 20 minuti). Mettetela a raffreddare su una gratella e la vostra crostata di frutta estiva è pronta per essere servita!